Le fate del Sile: navigando con Laura Simeoni

Morgana era stanca di intrighi, sotterfugi, litigi,incantesimi. La sua vita era diventata una sfida estenuante con il fratello Artù. Un giorno, passeggiando lungo il sentiero stretto che costeggia il dirupo, Morgana vide una meravigliosa farfalla: era la più bella creatura che mai avesse incontrato, con le ali color arcobaleno.

La bella fata desiderò più di ogni cosa toccare quell’essere meraviglioso e leggero e cominciò a inseguirla, lungo la brughiera fin dentro il bosco. La farfalla però non si fermava, anzi accelerava il suo rapido zigzagare, e la fata fu costretta a correre sempre più forte finchè anche lei si alzo in volo, superando il bosco, il villaggio, l’inespugnabile castello di re Artù e poi ancora ampie radure, laghi e ruscelli.

La fata cominciò a seguire dall’alto la lunga strada sterrata che si dipanava stretta e sinuosa tra mille polle d’acqua che gorgogliavano incessanti. Alzando lo sguardo a nord vide che la stradina proseguiva per un lungo tratto diventando lineare, senza curve, fino al boschetto di betulle.

La fata che veniva da lontano decise in quel preciso momento che mai avrebbe abbandonato quei luoghi né i coraggiosi abitanti che vivevano in piccoli casoni dal tetto di paglia e non avevano voluto abbandonare quella zona sospesa tra terre e acque per cercare un posto diverso in cui abitare.

Amavano l’acqua come lei, così decise di aiutarli. Prese sette sassolini bianchi da un sacchetto che portava appeso al collo e li gettò nella palude. In quell’istantele case cominciarono a salire, quasi tirate da fili invisibili, mentre dall’acqua sembravano crescere alberi senza rami né foglie. Da lontano, tra i vapori densi, pareva che le case fossero sospese nel vuoto. Invece poggiavano su solide palafitte e da allora il piccolo villaggio prese il nome di Morgano, in ricordo della bella fata e dei suoi incantesimi.

Questa di Morgana e Morgano è solo una delle tante leggende che Laura Simeoni ha raccolto nel suo bel libro “Leggende del Sile“, uscito qualche anno fa e sempre amatissimo.

Come la sua autrice. Che oltre a fare la scrittrice è una giornalista freelance che mai si stanca di scavare nella storia vera e immaginata delle terre trevigiane. Con un occhio speciale alle acque e a tutte quelle fate e folletti che le abitano.

Ora capite perché navigare il Sile con Laura Simeoni sarà un’esperienza da non perdere: ci si vede sabato 7 giugno (su prenotazione).

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